Il Gioco si accolla una tassazione maggiore del 54%

gioco tartassato dalle tasse

Il mondo del gioco d’azzardo e quello delle migliori piattaforme di casino online, nella sua complessità, ha fatto il suo bilancio relativamente al 2018: si evidenzia da ciò la stabilità delle entrate erariali dai giochi, cosa che senza dubbio avrà reso da una parte felice il Governo del Cambiamento ed il suo Erario, con una tassazione superiore al 54%, ma dall’altro no, poiché quest’ultimo dato si va a contrapporre, e di molto, a tutti quelli presenti in Europa per lo stesso settore e con la stessa motivazione. Purtroppo, la tassazione è un problema che nel nostro Paese non tocca solo il settore dei giochi, ma tutte le imprese che operano sul nostro territorio e, certamente, non ci fa detenere un primato “confortevole” e “condivisibile”. Ma ritornando ai giochi, si ha conferma che la tassazione complessiva del settore ludico, che ammonta a 10,1 miliardi di euro, è proprio quella del +54%. Sarà anche per questo che la filiera del gioco continua a richiedere, peraltro senza ottenerli, incontri con l’Esecutivo per sottoporre tutta questa situazione economico finanziaria non certo leggera.

Una tassazione simile è veramente superiore al resto di tutti i Paesi Europei: oggi non è più sopportabile, né gestibile dall’industria del gioco che può riuscire così a passare dall’eccellenza che ha sempre dimostrato di essere, ad un settore allo sbando e molto vicino al collasso. Ma sembra che probabilmente questo non interessi poi tanto visto che tutte le richieste di incontro sono state ignorate dall’attuale Esecutivo Giallo-Verde, che vede “rosso” quando gli si presenta qualsiasi problematica od evidenza che riguardi seppur da lontano il gioco pubblico e quello che vi gravita attorno. In ogni caso, nel bilancio 2018 dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli si evidenzia che gli ingressi maggiori che si riferiscono alle entrate erariali sono da attribuire agli apparecchi di gioco con vincita in danaro: infatti, le stesse rappresentano un buon 47,2% del totale delle entrate del settore.

Le entrate erariali nel 2018 si attestano ad un aumento dello 0,3%, in proporzione al 2017: mentre la spesa dei giocatori, per il gioco d’azzardo legale, è scesa dell’8,1%, passando da 7,799 miliardi di euro a 7,168. Questo è il quadro della situazione dei giochi: quindi, si può senza dubbio dire che “girino” abbastanza danari per poter essere considerati un settore economico che interessa il Paese e la sua economia e si è certi che se si trattasse di un altro settore commerciale, e non di quello dell’azzardo, questo rivestirebbe un interesse maggiore per la risoluzione dei problemi che lo stesso rappresenterebbe. Ma non è così e questa è la realtà con la quale si devono confrontare tutte le imprese che di gioco vivono e che vorrebbero anche continuare a farlo nonostante non gli si renda obbiettivamente “la vita facile”! Se si vuole entrare in un ulteriore dettaglio in relazione alla lettura del Bilancio di esercizio 2018 dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, approvato dal comitato di gestione, si può ulteriormente evincere che per le Vlt si constata un aumento di spesa dei giocatori del 6% circa e la crescita delle entrate erariali del 23%.

Crescono anche i giochi a distanza, come i casinò games, cash game ed altro con un +18,5% di spesa rispetto al 2017, con le entrate che si attestano al 19,4%. Il bingo, invece, crolla nella spesa con un -21%, con una flessione delle entrate per lo Stato del 3,2%: anche i giochi a base ippica subiscono un “meno” nella misura del 9,2% che si riflettono sulle entrate erariali con un -15,4%. In modo complessivo l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli ha avuto introiti per 75 miliardi di euro con un lieve incremento rispetto al 2017. Il maggior incremento è stato registrato nel settore dell’IVA all’importazione, mentre per gli altri importi come accise settore tabacchi e gioco il dato relativo al 2018 è pressoché invariato ed assolutamente in linea con quello degli esercizi precedenti. Si aggiunge che, per quanto riguarda la “raccolta”, ovvero il totale delle somme giocate in un certo tempo, nel 2018, il volume complessivo è stato di 104,9 miliardi di euro con un incremento rispetto all’anno precedente del 3%.

La “spesa”, invece, per il gioco che corrisponde, per essere chiari una volta per tutte, al ricavato della filiera ottenuto sottraendo le vincite realizzate nello stesso periodo dalla “raccolta”, nel 2018 è stata pari a 18,6 miliardi di euro, con una riduzione del 2% rispetto all’anno precedente. Da un po’ di tempo chi scrive queste righe “disconosce in parte il suo fare” perché si ritrova a riferire “cifre nude e crude cosa che sino a poco tempo fa disdegnava mettere in atto” e, senza dubbio, ci si può domandare perché questo stia succedendo. E questa è la risposta: si vuole tediare la mente di chi ancora ci legge soltanto perché intorno al gioco girano spesso e volentieri dati e cifre non veritieri ed a volte persino di pura fantasia! É questa la motivazione che recentemente ha sospinto ad elencare cifre per comunicarle in modo corretto all’opinione pubblica affinché quest’ultima si faccia una propria idea di ciò che “circola” nel gioco ed intorno allo stesso.

Ma si è certi che questa quasi-abitudine di chi scrive verrà abbandonata a breve perché onestamente non rientra nel nostro DNA. Nel bilancio dell’Agenzia si fa anche riferimento agli interventi che la medesima vuole mettere in campo per elevare la qualità dell’offerta: quindi, si pone una attenzione particolare al costante adeguamento dei sistemi di sicurezza e monitoraggio ed al rafforzamento delle attività d controllo. Particolarmente per prevenire e contrastare l’accesso ai minori al gioco anche attraverso una stretta collaborazione con la Guardia di Finanza, la Polizia di Stato, Carabinieri e Polizia Locale: ma oltre alla tutela dei minori e dei soggetti vulnerabili si mettono in atto iniziative per contrastare il gioco illegale, sopratutto, quando è veicolato su reti telematiche da soggetti che non sono ovviamente in possesso di autorizzazioni statali e quindi pericolosissimi.

Maggio 9, 2019 Autore: : •
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