Gioco e Scommesse: Quale sviluppo dopo il decreto dignità?

stop innovazione gioco

L’importanza di comprendere l’andamento dei mercati, e la necessità della responsabilità degli operatori sul futuro del gioco, convoglia diverse aziende di scommesse a partecipare alla manifestazione Betting on Sports e questo dà risalto a focalizzare l’attenzione sull’intelligenza artificiale che si deve ritenere strumento rappresentativo della grande tendenza tecnologica del settore. Tante volte, da queste righe, si è apertamente dichiarato, ed è ovvio che sia così, che il gioco è “pervaso” dalla tecnologia e dal suo sviluppo che in modo innovativo “frequenta” il mondo dei giochi rendendolo più appetibile e rassicurante nell’accontentare le esigenze del pubblico, diventato sempre più raffinato, in questo senso, e sempre più alla ricerca di particolarità accattivanti, sopratutto se si guarda con un occhio attento al segmento delle scommesse.

In questi ultimi tempi, le scommesse hanno avuto una sorta di “balzo in avanti” nel loro “uso” e, quindi, è sin troppo evidente che le varie piattaforme facciano “i salti mortali” per svilupparsi appunto in modo tecnologico “avanzato” per stare “al passo con i tempi” ed al proprio pubblico con le sue particolarità. Valentyn Kyrylenko, Vp Business Development di Betinvest, nell’assicurare la loro presenza all’evento Bettin on Sports non fanno altro che confermare che lo sviluppo tecnologico, l’apprendimento automatico e l’intelligenza artificiale faranno parte integrante dell’industria del gioco del futuro. Particolarmente, l’intelligenza artificiale verrà usata nei vari sistemi che prevedono il comportamento del giocatore e determinano in quale punto l’operatore dovrebbe intervenire per fornire alcune opportunità e per essere sicuri di poter offrire all’utente un’esperienza assolutamente positiva. Oltre che nel sistema, l’intelligenza artificiale e l’apprendimento automatico giocano un ruolo importante nella pianificazione strategica dello sviluppo.

É sin troppo evidente che la tecnologia mobile continua a crescere giorno dopo giorno, in modo particolare nelle scommesse sportive. Chiaramente, il settore online ha uno sviluppo inverosimile e con le tecnologie mobili i confini per le scommesse sportive, che sono ovviamente già aleatori, spariscono. Questa industria sta diventando sempre più globale, rendendo praticamente illimitato il segmento del gioco delle scommesse e rendendolo sempre più “planetario”. Quello che sembra apparentemente strano è che, nonostante tutta questa tecnologia applicata all’online, tantissimi giocatori scelgano ancora di scommettere con i bookmaker terrestri poiché, senza dubbio, risulta un elemento “portante” della scommessa dal vivo l’atmosfera particolare, e la comunicazione personale, che il giocatore percepisce con un gioco terrestre.

Ovviamente, tutto questo dipende moltissimo dal Paese in cui il giocatore si trova, dalla cultura che si vive nei confronti del gioco d’azzardo e dalla sua legislazione nonché, e non da ultimo, il suo sviluppo economico: ci sono territori in cui le scommesse online non possono assolutamente ancora entrare in competizione con il terrestre a causa di alcune limitazioni imposte dalle leggi in essere. Bisognerà vedere, ora, con l’approvazione del Decreto Dignità, e con il divieto alla pubblicità che contiene, cosa succederà per le aziende di gioco che operano online: non basterà più la tecnologia avanzata e quant’altro di innovativo, poiché il divieto blocca tutto il futuro del gioco online.

A meno che non vengano studiate alternative o strategie che possano richiedere spiegazioni migliori relativamente all’applicazione del Decreto Dignità, oppure specifiche o modifiche, le strutture di gioco che lavorano principalmente online saranno nella condizione di non poter più operare bene e con la scorrevolezza di qualche mese fa. Quindi, saranno indubbiamente sottoposte a decisioni, si spera, non drastiche relativamente alla propria attività, ma il pericolo di tante chiusure aziendali esiste, eccome. Tutti i discorsi delle prime righe di questo articolo che facevano immaginare un futuro ottimo, tecnologico, avanzato ed innovativo andranno a cadere se non succederà qualcosa di particolare che modificherà il divieto assoluto di pubblicità che per il momento incombe, come la spada di Damocle, sulla testa di tutte le imprese online che sarebbero assolutamente “impedite” nello svolgere la propria attività ludica.

Ma forse era esattamente questo che voleva il Governo Giallo-Verde? Mettere le imprese di gioco nella condizione di “morire di morte naturale”? Buttare al vento tutta la tecnologia e tutta l’organizzazione messa in campo per le proprie imprese e “dedicarsi forzatamente” ad altra attività? Licenziare il personale che magari si era istruito e costruito per i fabbisogni tecnologici ed innovativi aziendali che avevano fatto intendere che avrebbe potuto esservi un “gran bel futuro nel gioco online” che richiama di pari passo l’avanzare dei tempi e lo sviluppo tecnologico? Forse a tutto questo dovrebbe e potrebbe (se solo lo volesse) rispondere il nostro vice Premier penta-stellato Luigi Di Maio che ha studiato e voluto questo tempestivo Decreto Dignità ed il divieto alla pubblicità che contiene: ma si sarà davvero posto le domande di cui poc’anzi si è accennato?

Oppure “offuscato” dal suo disappunto nei confronti del mondo dei giochi ha studiato e messo in atto un divieto assoluto, proibizionistico e dittatoriale non tenendo conto di ciò che gravita attorno al gioco pubblico, particolarmente quello online, considerato che non ha voluto “accettare” alcun incontro chiarificatore prima di emettere il suo provvedimento? Era stato richiesto dalle associazioni di settore e dagli stessi operatori un incontro che non si è concretizzato per il diniego del vice Premier. Ma allora di che cosa si sta parlando? Come si diceva un tempo, si parla “di lana caprina” e di null’altro: il Governo ha deciso una presa di posizione e l’ha portata avanti. Non importa se le imprese di gioco terrestre, quelle online, quelle che si occupano di scommesse avrebbero potuto avere, se ben regolamentate ed anche “ristrette”, un ottimo futuro accompagnate dalla tecnologia che dovrebbe anche trasmettere sicurezza per i giocatori e per le stesse imprese, il divieto è Legge dello Stato e delle imprese che di gioco vivono… sarà quello che sarà, dipendenti inclusi. E meno male che chi ha emesso il provvedimento Dignità è anche Ministro del Lavoro!

settembre 14, 2018 Autore: : •
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