Gioco problematico: Nella manovra nessun accorgimento

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Il Governo del Cambiamento più e più volte ha sbandierato il suo dissenso nei confronti di tutto il mondo del gioco d’azzardo (tranne per quanto riguarda le “sue” Lotterie statali, indenni da qualsiasi divieto di pubblicità): l’ha comunicato urbi et orbi “calcando la mano” sul fatto che questi sia la causa dei “mali del nostro secolo ed una piaga sociale da estirpare”. Ma nella recente manovra dell’Esecutivo Giallo-Verde non si trova traccia alcuna di interventi nei confronti di possibili aiuti per contrastare il gioco problematico, deriva che il gioco d’azzardo può provocare se lo stesso non è ben conosciuto relativamente ai rischi che può far incontrare.

E questo non è indubbiamente un bene, né tanto meno serio rispetto alle promulgazioni effettuate particolarmente dal vice premier penta-stellato Luigi Di Maio. Infatti, la Commissione Affari Sociali della Camera sottolinea questa mancanza in modo doveroso: nessun sostegno per qualsivoglia campagna di sensibilizzazione ed alcun finanziamento per i centri di ascolto che vanno in aiuto di coloro che sono coinvolti dal disturbo da gioco d’azzardo ed a coloro che vogliono giocare nei casino online compulsivamente. Sopratutto, nella manovra oggi non compare alcuna misura per “regolarizzare” l’offerta del gioco pubblico in tutta la sua interezza: d’accordo che sono state fatte “promesse” di un riordino del settore ludico entro fine anno od al massimo entro il prossimo febbraio 2019! Ma particolarmente non esiste alcun provvedimento anche per il gioco d’azzardo online…

Sempre a parere, poi, della Commissione Affari Sociali della Camera si sottolinea quanto questo Governo del Cambiamento, che di quest’ultimo pare averne soltanto la “denominazione”, in perfetta continuità con quelli precedenti continua in vero a sostenere le multinazionali del gioco, poiché continua a consentire ai concessionari, solitamente esteri, di trasformare i vari nulla-osta degli apparecchi di proprietà dei gestori collegate alla loro rete, in diritti dei concessionari. E questo consente quasi di “monopolizzare” il gioco da parte di taluni pochissimi personaggi che, oltre tutto, non pagano assolutamente alcuna tassa in Italia.

Così, in linea principale, l’intrattenimento diventa quasi automaticamente azzardo e le aziende “del divertimento”, presenti nella nostra lista casino online, rischiano di chiudere inesorabilmente i battenti: oltre che vedere continuamente il moltiplicarsi delle sale da gioco “dedicate” si perdono altri posti di lavoro. Sembra una storia infinita che anche questo Esecutivo Giallo-Verde non riesce a riorganizzare, nel bene o nel male. Tanti proclami e solo il provvedimento inserito nel Decreto Dignità relativo al divieto della pubblicità ai giochi ed alle scommesse che sta creando più danni che risultati positivi. Si potrebbe concludere che anche questo Governo non riesce a gestire “il mondo dei giochi” anche perché, pure con questi due “nuovi” schieramenti, si è ampiamente dimostrato che lo Stato non riesce a fare a meno delle risorse del settore ludico per far quadrare i conti statali e per coprire i buchi di bilancio che inevitabilmente, ogni anno, si ripresentano e che necessitano di coperture veloci e facilmente “recuperabili”.

Altri interpreti governativi, quindi, ma stesse problematiche, stesse “toppe” da inserire per la “quadratura del cerchio”: tanti proclami e pochi provvedimenti ben studiati e mirati a regolamentare un settore che, visto che deve esistere, perché una parte di cittadini lo ricerca e lo frequenta con coscienza e responsabilità, deve avere normative nazionali e trasparenti che facciano percepire il gioco lungo tutta la Penisola in modo equilibrato, uniforme e sostenibile. In più bisognerebbe che tale settore, che è composto da professionisti della tecnologia, da creatori di prodotti di gioco, da tecnici informatici agisca negli interessi di tutti i partecipanti a questa girandola di prodotti sempre più sofisticati e coinvolgenti.

Insomma, si richiede a gran voce un intervento del Governo Centrale per la già famosa “Legge Quadro (o Testo Unico) sul Gioco” che renda tutti uguali, salvaguardando i diritti ed i doveri di ogni singolo protagonista. Ci si aspettava dalla manovra tutto questo: probabilmente, però, bisogna dire che il nuovo Governo, visto che ha emesso un provvedimento di divieto totale per la pubblicità al settore ludico, ma d’altra parte ha anche statuito un ulteriore aumento del Preu, dovrà studiare assai bene come regolarizzare questo mondo dei giochi e delle slot machine sicure, partendo sopratutto dal presupposto che delle sue risorse ha assoluta necessità. Quindi di che cosa stiamo parlando?

Forse di lana caprina: si continua a girare intorno a questo argomento senza alcuna soluzione almeno per il momento. Il gioco d’azzardo è immorale e va combattuto ed allontanato ma solo nella forma perché nella sostanza deve esistere (eccome!) perché l’Esecutivo ne ha bisogno. Ed allora non sarebbe meglio alla fine ammettere che il settore ludico fa parte di tutti gli altri settori commerciali che “contribuiscono” con le loro tasse al sostentamento dell’Erario? Quanto meno sarebbe più onesto per tutti ed, in fondo, era quello che stava cercando di fare la Conferenza Unificata, ancora l’anno scorso, quando cercava disperatamente di mettere un “freno” al fenomeno del gioco problematico limitando la distribuzione dell’offerta, ma “autorizzando” il gioco ad esistere, ma con certe forme e misure.

Perché, quindi, lasciare quella strada già tracciata che aveva dimostrato una certa coerenza nell’affrontare il discorso ludico? Non era tutto da buttare ciò che era stato messo in campo, anche in fretta vista la imminente scadenza del mandato legislativo: ha suscitato anche critiche questo accordo tra Stato, Regioni ed Enti Locali poiché il risultato che si è concretizzato è stata la presa di posizione di alcune Regioni che ne hanno disconosciuto la firma ed hanno continuato nei loro percorsi “restrittivi” nei confronti delle attività commerciali ludiche.

Ripartire probabilmente da lì potrebbe “essere cosa buona e giusta” a meno che l’attuale Governo Giallo-Verde non abbia idee completamente diverse, ma veda anche la possibilità di introitare risorse da qualche altra parte: magari dalle organizzazioni ecclesiastiche che a quanto pare per anni non hanno pagato alcune tasse che oggi farebbero particolarmente comodo per la quadratura del bilancio statale ed anche per “salvare la faccia in Europa”.

Novembre 23, 2018 Autore: : •
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