Finalmente un politico che parla di case da gioco e Casinò

politico che parla di case da gioco e casino

In un momento politico alquanto particolare, del “cambiamento” per intenderci, bisognerebbe in ogni caso apprezzare anche se non proprio condividere, un politico che mette la sua faccia in settori “scomodi” come il gioco e le piattaforme di casino it che il Governo centrale non vuole affrontare. Il primo settore, quello del gioco d’azzardo, perché è immorale e di conseguenza, probabilmente, non degno di essere trattato, regolarizzato e reso equo e sostenibile, ed il secondo, quello della prostituzione, di cui non si è mai sentito parlare profondamente da parte della politica, ma solo dalle Forze dell’Ordine o di qualche associazione che si occupa di “persone maltrattate e soggiogate”. Ma l’Esecutivo Giallo-Verde il preciso discorso sulla prostituzione non l’ha affrontato almeno in modo deciso e veloce come è stato affrontato, per esempio, il divieto totale della pubblicità dei giochi e delle scommesse. Sono due settori, gioco d’azzardo e prostituzione che non devono rappresentare “il demonio” e che in alcuni Paesi ne vengono usate ( sfruttate) le risorse per “nobili fini”. Perché da parte nostra, no?

A prescindere, poi, che in pratica le risorse del gioco pubblico vengono in ogni caso sfruttate (e di questo apertamente non se ne parla poi tanto) senza tante remore quando si tratta di sovvenzionare iniziative politiche, o promesse pre-elettorali come “il reddito di cittadinanza”. Per onorare queste ultime, infatti, si deve ricorrere ad innalzare la tassazione dei giochi affinché si possano raccogliere ancora più risorse da “spendere per far quadrare i bilanci dello Stato”. Invece l’altro settore, quello della prostituzione non sembra sia stato “ancora toccato”, né sfruttato. Ma per ritornare al politico che ha mostrato la sua faccia nell’affrontare questi spinosi argomenti che certamente non gli porteranno tanta popolarità, si può dire che ha “idee innovative” sul gioco d’azzardo, e precisamente sull’apertura di nuovi casinò, mentre “idee innovative” per l’altro settore certo non sono perché si parla di “riaprire le famose case chiuse” di buon ricordo, regolarizzando la prostituzione come avviene in Paesi evoluti che ne hanno saputo sfruttare per il sociale le notevoli risorse.

Per fare un po’ d’ordine in relazione a questi discorsi, certamente inusuali, si vuole affrontare il discorso dei nuovi casinò che si potrebbero aprire incentivando sopratutto il turismo attraverso proprio l’utilizzo della Casa da Gioco. Chi non è a conoscenza che si organizzano nel nostro Paese autobus che portano i giocatori nei casinò di frontiera in Croazia, Slovenia, Austria mettendo così in atto una sorta di transumanza dei giocatori ed una specie di esportazioni di capitali all’estero, pochi o tanti che siano? In più si potrebbe anche sottolineare che il nostro Paese è stracolmo di attrattive turistiche che potrebbero fare da volàno proprio al gioco d’azzardo: d’altra parte esistevano già casinò in amene località turistiche come Taormina o San Pellegrino per citarne uno a sud e l’altro a nord della nostra Penisola. Perché, quindi, non usufruire di questi flussi turistici che aprirebbero nuove strade economiche?

Certo le perplessità sul gioco d’azzardo ci sono, ma non bisogna dimenticare che lo stesso esiste da sempre e da sempre viene ricercato da cittadini giocatori che con questo intrattenimento si divertono tranquillamente: è una motivazione personale quella di “non farsi male giocando” e rientra nella responsabilità quotidiana che viene affrontata da chiunque per qualsiasi altra decisione, che sia lavorativa, affettiva o di vita in generale. Oltre tutto con questi interventi neppure tanto difficili si creerebbero posti di lavoro ludici e di turismo in luoghi che oggi magari sono poco tenuti in considerazione o che fanno fatica ad emergere. “Ci piace” anche conoscere come questo politico “d’avanguardia” vedrebbe i nuovi italici casinò: la sua proposta comprende una sorta di griglia sulla base della quale chi ha determinate caratteristiche può chiedere di essere autorizzato ad aprire un Casinò, con competenze affidate al Viminale, al Mise ed al Ministero del Turismo. Senza andare tanto lontano, come si diceva poc’anzi bisognerebbe rispolverare quelle località che avevano casinò storici e che dovrebbero, senza ombra di dubbio ,essere in possesso delle caratteristiche e delle peculiarità per poter riaprire quelle splendide ed architettoniche strutture.

Ma la proposta del politico di Forza Italia è più “larga e più strutturata”: infatti si è spinto a presentare questo disegno di Legge Delega al Governo in materia di istituzione di nuove case da gioco, ma anche disposizioni concernenti la disciplina dell’esercizio della prostituzione proponendo la riapertura delle “case chiuse” sotto il controllo del Viminale, del Mise e del Ministero della Sanità con la destinazione dei relativi proventi per finanziare misure a favore della famiglia. Anche in questo “settore” si è a conoscenza che esistono i cosiddetti “viaggi del piacere” di gente che non si sa bene dove vada e che poi, però, riporta a casa problemi seri, peraltro anche estremamente costosi a livello sanitario. Ed anche questa,sempre secondo il politico, e una forma di “esportazione di danaro all’estero”: ma lo stesso insiste che entrambi i settori nel nord Europa sono regolamentati ed allora perché non fare anche da noi lo stesso percorso?

Per i perbenisti è ovvio che entrambi i discorsi sembreranno alquanto “particolari” e soggetti ad ”arricciamento di naso”, ma si potrebbe vedere che la regolamentazione di questi “due giri d’affari”, che peraltro sono notevolmente copiosi, verrebbe fatta per fini nobili: devolvere i ricavati a favore di quelle famiglie che hanno acceso un mutuo e che ora non riescono più a farvi fronte perché il loro lavoro è svanito (come tanti dipendenti dell’industria del gioco per fare un esempio), o che non possono programmare di avere figli. Oppure un’altra iniziativa potrebbe essere quella di levare l’IVA ai prodotti dell’infanzia, concedere un bonus bebè che magari farebbe cambiare il passo alla natalità che nel nostro Paese è quasi uguale a zero ed anche di questo bisognerebbe tenere conto.

Aprile 12, 2019 Autore: : •
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