Bisogna fare luce sulla vigilanza delle scommesse online

vigilanza scommesse sportive online

Anche chi non segue il gioco d’azzardo da vicino, ma “raccoglie” informazioni che riguardano questo settore a mezzo dei media, è a conoscenza che il Movimento 5 Stelle in generale e, particolarmente, il suo leader vice premier Luigi Di Maio sembrano avere una sorta di “conto in sospeso” con l’industria del gioco, le sue imprese ed i suoi operatori. Per questo, risulta normale che questo schieramento sia in modo particolare “votato” a spulciarne tutti i segmenti per vederne eventuali irregolarità dalla quale far scaturire campagne denigratorie e demonizzatrici (ed eventuali ulteriori divieti). Bisogna dire che lo stesso Movimento presta un’attenzione quasi maniacale per il settore ludico: infatti, in questi giorni sta “indagando” sul mancato controllo della vigilanza del sistema informatico dei giochi, particolarmente riguardo alle scommesse online, segmento senza dubbio di grande interesse per i giocatori, ma ancora non perfetto e tempestivo (forzatamente) nei suoi controlli.

Ecco, quindi, che oggi si vuole riferire di un’interpellanza sottoposta al Ministro dell’Economia, Tria, per chiarimenti appunto su questo specifico argomento, nonché sull’utilizzo improprio del simbolo dei Monopoli di Stato. Sembra che questo discenda da una indagine portata avanti dalle Procure di Reggio Calabria, Bari e Catania, coordinate dalla Direzionale Nazionale Antimafia in relazione al gioco online, che si è concretizzata con l’arresto di importanti esponenti della criminalità organizzata, ma anche diversi “normali imprenditori” che, di fatto, erano i prestanome di questi famigerati clan. Ormai si è compreso che il mondo del gioco è una sorta di “nuova frontiera” per gli interessi delle mafie: per questo si continua a monitorare il settore, particolarmente quello online, che si presta maggiormente ad essere “aggredito” dagli interessi della criminalità organizzata.

Le indagini di cui si sta parlando, e delle quali in altro articolo si è disquisito, sono state condotte anche da parte dello Scico di Roma ed hanno portato all’emersione di un giro di affari superiore ai 4,5 miliardi di euro e “prodotto” l’arresto di 68 esponenti legati alle famiglie “storiche” della criminalità organizzata, nonché ad un’ottantina di perquisizioni eseguite: ma quello che “tragicamente è emerso” è che le mafie hanno controllato e si sono spartite il mercato della raccolta illecita delle scommesse online. Sono stati contestati reati “importanti” quali associazione mafiosa, trasferimento fraudolento di valori, auto-riciclaggio e riciclaggio, illecita raccolta di scommesse online e sottrazione ai prelievi fiscali dei guadagni. La Guardia di Finanza è riuscita a ricostruire come i criminali coinvolti abbiano provveduto a spartirsi il mercato delle scommesse online.

Si è sottolineato, più di una volta, come la criminalità riesca ad essere “sempre un passo avanti” alla legalità ed è ormai noto che la tecnologia delle piattaforme non sia più un ostacolo per la loro organizzazione, tanto meno il sigillo di garanzia dei Monopoli di Stato che solitamente accompagnano il gioco lecito. Forse, questa tecnologia avanzata della criminalità che è stata sottovalutata, ora rasenta quasi la perfezione e rende sempre più complicate le indagini che le nostre Forze dell’Ordine inseguono per combattere il gioco illegale. Infatti, sembra proprio emergere che nel sistema tecnologico esistano delle falle nelle quali la criminalità si insinua: forse una parte di responsabilità è da attribuire alla sicurezza con la quale gli esperti tecnologici hanno dichiarato sulla sicurezza del gioco legale.

In che cosa si concretizzano però questi affari illeciti? Si crede di aver scoperto, purtroppo, con queste ultime indagini in Calabria, Sicilia e Puglia la punta di un iceberg che si è sottratta alle tasse per un importo di più di un miliardo di euro e ne movimenta “solo” 4 e mezzo attraverso un giro di scommesse clandestine che, nonostante questo, portavano “regolarmente” il sigillo dell’Agenzia dei Monopoli. In pratica, la criminalità agiva con apparecchiature e giochi online che presentavano il “regolare” simbolo dei Monopoli di Stato ma che, in effetti, sono connessi ad una rete di controllo “assolutamente parallela” a quella ufficiale. E questo porta ad un ben altro affare: infatti, qui si innesca un traffico ulteriore quello della commercializzazione dei dati dei casinò sul web.

L’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, si sa, che sia il garante della legalità e della sicurezza degli apparecchi di gioco che “vivono sull’italico territorio” ed assicura la trasparenza del gioco: per cui tra i suoi compiti a garanzia della sicurezza sussiste anche l’impegno della vigilanza sui giochi numerici a quota fissa e quelli a totalizzatore, giochi a base sportiva, giochi di abilità, carte, lotterie, bingo, apparecchiature da intrattenimento e gioco a distanza. In pratica, così facendo, l’Agenzia garantisce a 360° che il gioco che si sviluppa sia regolare e che vengano tutelati gli interessi e la sicurezza dei giocatori. Tra i suoi compiti esiste anche quello di fornire servizi telematici e di trasmissione dati, di sovraintendere alle procedure di antiriciclaggio e quanto altro possa essere necessario ed indispensabile per monitorare il settore sotto il profilo della legalità. E questi sono praticamente “gli impegni” dell’Agenzia.

Ma nonostante tutto questo messo in campo a tutela della legalità, ancora non si riesce a fermare “l’ingresso dei tentacoli” delle organizzazioni criminali. Non si riesce ad arginare questa “preferenza ormai dichiarata” da parte delle mafie moderne nei confronti del mondo del gioco d’azzardo nel quale le stesse “sguazzano felici come delfini nel mare” ed, inoltre, la tecnologia delle piattaforme, “venduta come più che sicura”, purtroppo, viene violata non una certa facilità e non è più una barriera invalicabile per la criminalità, come detto poc’anzi. E se riescono a violare tecnologicamente le piattaforme, figuriamoci il marchio di garanzia dei Monopoli sulle scommesse! Infatti, era regolarmente esposto dalle tre concessionarie dell’azzardo online coinvolte dall’inchiesta della Direzione Nazionale Antimafia: la Planetwin365, Betaland ed Enjoybet. La conclusione di questo articolo è “triste”: vuol dire che per quanto riguarda le scommesse online ci si trova in presenza di un gioco che si muove sulla rete attraverso una interconnessione ma, purtroppo, che questa è “controllata” da remoto…

Dicembre 28, 2018 Autore: : •
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