Il ritorno di M5S sul payout e sulla pubblicità al gioco

Taluni schieramenti politici imputano allo Stato il dilagare del gioco d’azzardo, la mancanza di una direzione ferma e normative nazionali. Così, “ogni due per tre” si parla di gioco lecito, di come è nato, di come si è lasciato proseguire e di come sia strutturato oggi.

Il bilancio non è dei migliori (a parte quello finanziario che forse è solo quello che interessa al nostro Esecutivo), nel settore c’è confusione ed è difficile orientarsi: vale sia per i giocatori (che tra poco non riusciranno più a discernere il gioco lecito da quello illegale), che per gli operatori che sono incentivati -dalla nuova Stabilità- a partecipare a gare per nuove concessioni, mentre non vi è contezza se potranno esercitare tale attività, per le restrizioni “imposte” dalle Regioni che non lasciano tanto “spazio” operativo.

Ora, si può parlare anche della pubblicità attinente il gioco d’azzardo ed, apparentemente, i partiti politici si sono trovati quasi tutti d’accordo nell’introduzione del suo divieto totale. Si dice apparentemente, perché a parole l’accordo c’è, ma poi ci si vota contro. Quindi, il M5S continua con il “suo indirizzo”, aggiungendo anche “un carico da 90” relativo alla percentuale minima di restituzione in vincita della raccolta dei giochi.

Venga trasformata la percentuale massima della raccolta conseguente alle giocate: quella minima favorisce le industrie del gioco, quella massima favorirebbe la tutela dei cittadini. In più, il Movimento chiede l’aumento della tassazione sul gioco online ed il risultato di questi cambiamenti dovrebbe destinarsi alla cura dei giocatori “toccati dal disagio del gioco patologico”.

dicembre 28, 2015 by : • Nessun commento
Vanessa Maggi

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Caporedattore presso Casinoonlineaams.com

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